27 Ott 2008 - 15:03:38
PERCHÈ I TAGLI ALLA SCUOLA

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008
PERCHÈ I TAGLI ALLA SCUOLA
LINK http://leonida-leonida.blogspot.com/
Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950
Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito.
Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.
Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutt le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
CONSIDERAZIONI DA http://leonida-leonida.blogspot.com/
Vorrei che rileggeste bene questo intervento di Piero Calamandrei nel lontano febbraio del 1950. (cliccaci su)
Perchè spiega molte delle scelte fatte dal 2001 ad oggi sulla scuola.
Quest'estate il ministro per la funzione pubblica Brunetta, emana un documento programmatico (n° 112) che veniva integrato nella finanziaria e nel piano triennale 2009-2012. Il documento opera dei tagli nella scuola pubblica : 8 miliari di euro in 3 anni e 87 mila tagli di posti di lavoro sempre in 3 anni. (qs sono dati ministeriali).
Va bene il risparmio, ma qui il ministro vuole la pelle. Domandatevi perchè si taglia sulla scuola quando basta andare nel business del calcio o nei contributi alle banche in qs momento di crisi finanziaria , per renderci conto delle disparità.
Si tende a colpire la scuola pubblica e potenziare quella privata. Il perchè ce lo spiega molto bene Calamandrei sopra. Sostanzialmente perchè si vuole una società omologata e "indirizzata".
In effetti la Gelmini ha fatto quasi solo esclusivamente da passacarte a Brunetta e Tremonti applicando quasi pedessiquamente, in maniera acritica, ciò che era stato decretato dai suoi colleghi.
I dati OCSE indicano che la nostra scuola elementare primaria è una delle scuole migliori al mondo!
Il DL 137 con il ritorno del maestro unico e alle 24 ore taglia 87 mila posti di lavoro.
Il tentativo di operare un declassamento e di screditare la scuola pubblica sembrano alla base di certi provvedimenti.
Tempo fa la Moratti con le sue tre "I" : Informatica, Internet, Impresa aveva preteso di operare una riforma a costo zero. In poche parole mancavano i fondi e si demandava alla scuola stessa il compito se voleva di aumentare le ore da 24 a 26,28,30 purchè ce li mettesse lei i soldi e l'organico e soprattutto se gli Enti locali mettessero loro a disposizione quei servizi utili essenziali.
Il tempo pieno di 40 ore settimanali è un tempo di qualità dove anche lo spazio mensa è integrato in un progetto di qualità dove sono coinvolte soprattutto le maestre. Con la Gelmini le ore sono solo 24 e poi subordinatamente alle risorse si può allungare il tempo che però col maestro unico non potrà mai essere un tempo pieno di qualità ma sarà solamente un tempo "lungo".
Ma di quali risorse dispongono oggi le scuole se anche nel nostro piccolo abbiamo dirigenti scolastici che invitano gli alunni a portarsi la carta igienic da casa?? Oggi le scuole non hanno una lira!
Un altra vergogna è il modo con cui vengono concepite e fatte passare queste leggi.
Le concepiscono in una notte e le fanno approvare chiedendo la fiducia in parlamento ad una maggioranza schiacciante senza farle discutere dal parlamento stesso, dove tra i banchi siedono parlamentari che si sentono anche "genitori".
Ne riparleremo. La scuola è un punto cruciale.
Sindicazione
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